F.A.Q.

Genitori in classe, insegnanti a casa

Cari genitori,

ho raccolto qui di seguito alcuni consigli che provengono direttamente da scritti ed interviste al Maestro Suzuki o che derivano dall’esperienza di altri Maestri che ho avuto la fortuna di incontrare.
Spero possano esservi d’aiuto in questo bel percorso che avete scelto di iniziare; mi auguro che diano sollievo nel riconoscervi in alcune situazioni comunemente vissute dai genitori di tutto il mondo.

“Mio figlio non ama studiare a casa”, lamentano molti genitori, dimenticando che suonare il violino deve essere un gioco. Sono i genitori a dare la buona direzione, solo in questa ottica di gioco e serenità si può proseguire bene. Lo sviluppo delle doti è davanti a voi, questo è certo. Le persone diventano specialiste nel fare ciò gli conviene o altrettanto diventano specialisti nel fare ciò che non gli conviene, e questo viene percepito come una mancanza di capacità o di doti. S. Suzuki dice che i bambini che suonano male, suonano tutti i giorni nello stesso modo: se hanno una cattiva posizione, è la stessa tutti i giorni, non una diversa. Questo significa che il bambino ha ben imparato a suonare male.

S. Suzuki consiglia ai genitori di mantenere la pazienza, rilassarsi e di godere di ogni progresso che il bambino ottiene; i principianti imparano lentamente tanto quanto hanno imparato a parlare. Potreste mai dire: “Ieri mio figlio è nato, una settimana dopo ha imparato a dire mamma”? No, è stato necessario convivere nel suo ambiente, attendendo pian piano le prime parole. E’ la stessa cosa per il violino: i genitori creano l’ambiente favorevole, in attesa che il bambino impari a suonare.

Nell’ideale “il violino si studia tutti i giorni alla stessa ora”. Ciò che importa, soprattutto all’inizio, è di evitare le snervanti discussioni (fare economia di energie per i genitori) e creare pian piano un’abitudine. Si consiglia di fermarsi prima che il bambino non ne possa più e la situazione degeneri in crisi e pianti. E’ la parte più difficile.

I genitori dovrebbero povare a non arrabbiarsi, non perdere la pazienza (andate a bere un bel bicchiere d’acqua quando il tono della voce comincia a salire!). Fare dei complimenti per l’impegno, sorridere. Non parlare di sforzi di concentrazione: studi scientifici constatano che questo genere di incoraggiamento blocca i bambini. “Prova a fare del tuo meglio, non è grave, prova ancora una volta,…”

Dimenticarsi del mondo, per un momento, mentre giocate con loro. Lasciare suonare il telefono, occupatevi solo di un figlio, se potete.

Se possibile, è molto utile frammentare il lavoro in diversi momenti della giornata: 5min il mattino appena svegli, 5 minuti a pranzo, 5 minuti la sera. Fare degli esercizi fisici durante questi momenti, per sciogliere tensioni, scaricare energie.

Registrare i bambini e far loro ascoltare ciò che hanno suonato.

Riempire un vaso di biglietti con i vari esercizi/canzoni da studiare e pescare ogni volta una cosa diversa.

NB: dire ogni volta “Quando avrai fatto…” invece di “Se tu farai…”

Potete appendere un calendario sul quale TUTTI I GIORNI attaccare uno stiker, o disegnare un simbolo per ogni giorno in cui si è giocato col violino.

In genere dico che “il violino deve mangiare tutti i giorni, proprio come te”. La domanda di solito è: “E cosa mangia il violino?” ” Le note! e più ne mangia e più suona bene!”

Ciascun bambino ama una ricompensa particolare: qualcuno è motivato dal denaro, qualcuno dalla tv, qualcun altro dagli stikers. Trovate voi la ricompensa più sana e giusta per il vostro bambino, che sia in linea con i vostri valori e principi e che piaccia anche a lui/lei. (Con alcuni di voi stiamo sperimentando che 1 cent per ogni volta che si suona a casa funziona! e che soddisfazione portare a lezione il sacchettino delle monete!). Gli stiker sulla custodia fanno bella mostra durante le lezioni di gruppo ma attenzione a non eccedere!

Il professore in classe insegna al genitore i metodi d’insegnamento e mostra cosa si dovrà fare a casa. Per questo può essere utile prendere degli appunti o filmare.

Durante il lavoro a casa il genitore dovrebbe mostrare di essere un aiuto per il bambino, evitando di criticarlo in maniera negativa. Quando qualcosa proprio non viene potrebbe ad esempio utilizzare delle istruzioni simili: “vediamo come puoi suonarlo meglio” o, “ricorda che il professore ti ha detto di suonare questo in quel modo”, o proponendo delle semplici e raggiungibili sfide come “proviamo a suonare la canzone senza mai fermarci, come ad un concerto?”

La pratica risulta più efficace se si concentra l’attenzione su un solo dettaglio alla volta. “Il tuo gomito è troppo alto, tieni su il violino, l’archetto è storto, il terzo dito stonato”…Tutto questo non va bene perché il bambino non riesce a cambiare tutto nello stesso tempo e si scoraggia.

Inoltre è inutile comparare il proprio bambino ad un altro. Certi bambini sono frustrati per non riuscire ad imparare in fretta, altri sono più pazienti, altri ancora amano ripetere altri no. Per certi bambini le ripetizioni di un esercizio non si possono fare tutte di seguito. Se il professore propone di studiare un passaggio per 10 volte al giorno, il genitore può domandare al bambino quante volte di seguito desidera eseguirlo, senza sbagliare. Per “gli impazienti” che vorrebbero imparare tutto subito i genitori possono aiutarli puntando l’attenzione sui suoi progressi acquisiti nel tempo: “Ricordi quando non eri nemmeno in grado di reggere il violino, o quando non riuscivi a muovere il braccio destro a tempo? Guarda come ci riesci bene ora!”

A tutti capita di avere le “giornate no”. Piuttosto che perdere un giorno di studio si può approfittarne per fare un ripasso di quello che si conosce sotto forma di concerto, puntando l’attenzione su un particolare dettaglio per ciascun pezzo. Uno studente avanzato potrebbe apprezzare l’ascolto dei pezzi precedenti, in modo da allenare la memoria per le lezioni di gruppo e per i concerti.

Il principale apprendimento, grazie alla musica, sarà quello di poter dire in certe circostanze della vita: “Anche se è difficile, ce la posso fare”. Per gli allievi più grandi che non hanno fatto della musica il loro mestiere, il principale guadagno di questo tipo di apprendimento potrà essere “So lavorare”, “Ho imparato a lavorare”, “Ho imparato a concentrarmi”.

Ecco alcuni spunti raccolti da maestri e colleghi di corso, sul perché vale la pena di suonare tutti i giorni e su come rendere più piacevole la pratica a casa:Joanne Martin: “Tenete conto solo dei giorni in cui suonare a casa è un piacere, quando tutti hanno il sorriso: quando ne contate 10 allora la mamma vi porta a prendere un gelato!”.
https://drive.google.com/open?id=0B6xHiqRyFx1xSUM0enlVNnF0aG8&authuser=0Paco: “Se suoni tutti i giorni diventerai un bravo violinista e una persona migliore!”
https://drive.google.com/open?id=0B6xHiqRyFx1xMnh3M190amZ4WjQ&authuser=0Aina: “Perché studiare tutti i giorni? Perché suoneranno meglio e gusteranno la musica!”
https://drive.google.com/open?id=0B6xHiqRyFx1xQkY2Qm82bTZWQk0&authuser=0

Isabel: “Il violino è molto molto bello. Se tu fai pratica a casa tutti i giorni, potrai presto suonare con i tuoi amici!”
https://drive.google.com/open?id=0B6xHiqRyFx1xR0Y4WFAxQ3lIOWM&authuser=0

Sara: “Segnate su un foglio ogni giorno in cui avete suonato: alla fine della settimana, se avrete riempito tutti gli spazi, ci sarà un premio”
https://drive.google.com/open?id=0B6xHiqRyFx1xMWRYdDJPbTBuYWM&authuser=0


ASCOLTO
E’ molto importante ascoltare i pezzi prima di studiarli, questo farà guadagnare tempo. La maggior parte degli appartamenti giapponesi sono piccoli, e questo fa sì che i genitori ascoltino il cd tanto spesso quanto il bambino; questo rende il loro ruolo di maestri tanto più facile perché, conoscendo bene il pezzo, sono più preparati a sentire quando sbaglia un passaggio e così ad aiutarlo.
Non solo l’orecchio del bambino sarà ben attivato, ma egli verrà motivato e vorrà suonare la musica ascoltata. In più, il bambino che avrà memorizzato tutte le melodie del cd sarà capcace di concentrare la sua attenzione sul modo di suonare; non sarà distratto dalla lettura delle note. Suzuki pensava che imparare a suonare a memoria e sviluppare la memoria musicale dei bambini fosse un regalo di inestimabile valore.

E’ buona abitudine andare a sentire dei concerti, perché le vibrazioni non sono le stesse di un disco.
Per formare l’orecchio è utile ascoltare molte volte la stessa cosa. Tre pezzi per esempio possono essere formativi: Le quattro stagioni (di A. Vivaldi), i concerti per violino in RE maggiore e La Maggiore di Mozart.

Fare attenzione alla propria voce quando si parla ad un bambino, a tutti i messaggi che si trasmettono senza accorgersene. Un aneddoto: la mamma di quattro bambini, che aveva delle difficoltà con il quarto, un giorno si sentì dire da uno degli altri figli: “Sai, quando chiami Pierre per fargli studiare il violino la tua voce è arrabbiata!”


Alcuni suggerimenti per far studiare i bambini, tratti da FORUM on-line

(http://suzukiassociation.org/discuss/5472/):
– Buy a violin yourself and practice yourself.  The kid will follow your example.
– Name your kid’s violin. My kid’s violin is “Thumbelina” , no prizes for guessing that its a 1/16 size. 😀 And my kid is taught to love and treasure the violin like a friend.
– Keep a record of what is done well during practice times, my kid simply loves it when i give a tick on the record book whenever a practice step is done well.
– Make it rewarding—give stickers when something is done well
– Make it fun—conjure games out of ordinary practice steps.
– Occassionally perform a “concert” in front of family members, like the grandmother, cousins etc….remind everyone to clap heartily and sincerely even if its just the e string concerto !
“6″ things a day—pick 6 things to practice. For example—10 perfect bow holds (counts as 1 thing), some drill work on the working piece, 3 review pieces, preview for next piece.
– Birthday Candle—Light a birthday candle (make some type of holder) and have that be the length of the practice session.
– Violin Tour—take the student “on tour” —playing something different in each room of the house (the big tome produced in the bathroom is very exciting!), in a different place in the yard, or at different neighbor’s or relative’s homes.
– Student as Parent—Let the student be the parent for one day of practice. This can have mixed blessings because a parent will often see his own behavior reflected in that of the child’s.
– 25 minutes = 25 cents—practice for 25 minutes, earn 25 cents.
– Recital – Plan a recital for stuffed animals, friends, family, etc. and make a program and decorate it. Practice for a week in preparation and let the child decide the pieces that will be played, what favorite cookies will be served, etc. Set up a stage and make a spotlight!
– Dice – Roll a dice to determine the number of repetitions of a piece or for drill work (ex—play this section the number of times you roll on the dice.) Or, roll the dice to determine the piece to play.
– Ex—1 = Twinkle variation A, 2 = variation B, etc.) Buy a package of math dice—these dice have more sides with higher numbers.
– Deck of cards – like the dice game, only use cards. Assign pieces to each card. Have child pick cards to determine the pieces to play and the order.
– Draw a name—write the piece names on pieces of paper. Put in a hat and draw to determine piece to play and order. Or put practice item on paper (bow holds, scales, etc.)
– Silly Cards – make silly cards and let child draw a silly card as a reward. Ex—stand on one foot, stick out your tongue, sing the piece, play pizzicato. For example, if child needs to play twinkle and draws “stick out your tongue,” must play twinkle with tongue out the whole time. It’s quite amusing.
– Make a video—regularly video tape your child playing violin. You’ll be amazed at the progress they make.
– Chip Game—use “chips” (pennies, marbles, any kind of token). Set a goal—for example, keeping thumb bent while playing piece or keeping a good violin posture for entire piece. Give child and parent 5 chips each. If child meets goal, gets a chip from parent. If misses goal, parent gets a chip. Keep playing until someone has all of the chips.
– Play the Suzuki songs in the car, while eating breakfast, doing homework or enjoying play. The more the student hears the songs, the greater the joy they will have while practicing and learning them. The melodies will become ingrained in the child, and it will be very satisfying for the child to play the familiar song on their violin.

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